
La storia secolareL’isola d’Ischia ha una antichissima storia che nasce quasi contemporaneamente alla comparsa dell’homo sapiens. Il mito vuole che uno dei Títani sconfitti da Giove precipitasse, per espiare i propri mali, sull’Isola d’Ischia. Tifeo venne imprigionato nelle viscere del Monte Epomeo e le sue membra vennero sparse per tutta l’Isola. Il Titano Tifeo sopportò per secoli la dura punizione, ma poi chiese aiuto a Venere Citarea perché implorasse perdono a Giove. Calde lacrime sgorgarono dagli occhi del ribelle pentito. Giove, mosso a pietà, perdonò Tifeo e tramutò le lacrime in acque termali. Di là dal mito, strumenti in selce e in ossidiana, frammenti di frecce e di utensili scoperti in più parti dell’Isola rivelano che Ischia fu abitata già nel III millennio a.C. Già gli storici romani (Strabone e Livio) ritennero che Ischia fosse stata la prima terra d’Italia a essere colonizzata dai greci. Nei loro viaggi verso l’Etruria per lo scambio dei metalli, con molta probabìlità ì greci scelsero Ischia come porto di scalo intermedio. La prima colonia sorse nei pressi dell’attuale Comune di Lacco Ameno e, precisamente, nella baia di San Montano con il sovrastante Monte Vico (sede dell’acropoli o città alta). I primi coloni furono gli eretriesi e i calcididiesi dell’VIII e VII sec. a.C. Essi sul Monte Vico edificarono la prima vera cittadina dell’isola cui diedero il nome di Pitecusa. I greci introdussero sull’isola d’Ischìa la coltivazione della vite e dell’ulivo; crearono, poi, industrie per la lavorazione e l’esportazione di ceramiche, adoperando l’abbondante argilla del posto.Nel 474 a.C. l’Isola fu ceduta dai cumani al tiranno Gerone di Siracusa, in riconoscenza degli aiuti militari avuti contro gli Etruschi. A lui si deve la costruzione del primo bastione sull’isolotto denominato attualmente Castello Aragonese. Pitecusa fu solo uno scalo nell’avanzata dei greci verso il nord. Nondimeno, i coloni costruirono templi e palazzi, non in marmo ma con la pietra tufacea del posto; questo spiega la mancanza di vestigia del passato. Con l’aumento progressivo della potenza di Roma ed il contemporaneo declino della città di Neapolis, anche Ischia entrò nell’orbita dell’influenza politica di Roma. Si ha notizia (è Plutarco a fornircela) che Pitecusa patteggiasse per Mario nella guerra civile tra lo stesso Mario contro Silla. Mario si rifugiò ad Ischia per sfuggire alla vendetta dell’antagonìsta. In seguito alla vittoria di Silla, l’Isola di Pitecusa venne tolta a Napoli per passare sotto il dominio diretto dei romani. La città sul Monte Vico fu completamente distrutta e la popolazione fu privata di ogni diritto. In questo periodo l’Isola assunse il nome latino di Aenaria. Il diretto controllo di Roma durò poco. Cesare Augusto, infatti, nel 29 a.C. chiese ai napoletani il possesso della vicina Isola di Capri in cambio di Ischia. Segni della civiltà romana a Ischia sono stati trovati nel Comune di Lacco Ameno, resti di non molta importanza sono stati rinvenuti un pò su tutta l’Isola. Nel 1757 vennero riportati alla luce 12 rilievi votivi romani che esistevano nella zona della sorgente di Nitrodi in Buonopane (Barano). Sul posto vi era un tempietto dedicato alle ninfe Nitrodi. |
